E’ ora di concludere

La giornata di oggi è stata dannatamente calda. Sono riuscito a stare senza giacca e cappello il che significa che è ora di cominciare a rintanarsi e lasciare che per mesi questo mondo ai gialli sperando che muoiano di fame. Il periodo migliore dell’anno qui è ormai terminato.

Oggi sono anche partiti i prodi della squadra di recupero con il blindato e i due furgoni porta valori per tentare di trovare questo dannato giallo intelligente, ma procediamo con ordine.

La mia fidanzata, che credevo dispersa è tornata a me in carne ed ossa e io sono costretto nuovamente ad allontanarla. Il poco cuore che mi è rimasto dopo due anni di privazioni e sacrifici viene dilaniato ogni giorno di più. Ormai mi trovo a desiderare che scompaia.

Mi ripeto che l’importante è che sia viva, che anche se l’unica cosa rimasta di lei come me la ricordavo sono i suoi capelli neri che adoro arruffare va bene lo stesso. Ho solo bisogno di tempo per razionalizzare la cosa, una settimana forse due forse un mese non molto di più. Sapere una cosa è un conto, vederla difronte a me inginocchiata mentre mi abbraccia e piange è diverso. Però adesso io necessito di tempo e di calma.Infondo l’ho sempre amata per ciò che c’era nel profondo del suo animo e sono cose che sono ancora li, devo solo abituarmi a questa nuova situazione, so che il resto è immutato.

Abbiamo passato tutto il giorno a parlare, nascosti in una delle case alla base della salita. C’era molto da dire, nulla che però mi vada di condividere con i pochi che ancora sopravvivono in rete.

Poi ho atteso fino a sera nella speranza che l’azzardo mio e dell’uomo senza nome fosse corretto, che fosse possibile trovare il giallo intelligente e recuperare un emettitore di impulsi.

Gli uomini sono tornati ben due ore dopo il previsto e senza il blindato. C’erano alcuni uomini armati pesantemente a Vicenza e l’uomo senza nome non ce l’ha fatta. Come al solito è stato un eroe, uno tipo quelli dei film che nonostante le ferite combatte ancora stringendo i denti per coprirte la ritirata degli altri.

Metà della squadra è morta, ma hanno riportato venti superstiti e ben due degli emettitori descritti dalla Stone Cold Company.

Ora la mia fidanzata sta viaggiando verso il mio rifugio segreto, una torre nel bosco che fa parte delle pertinenze di una villa padronale, che avevo rifornito di provviste e armi per le evenienze disperate. Le ho impostato il percorso sul navigatore del fuoristrada.

L’emettitore dovrebbe consentirle di andare e venire in relativa sicurezza. Dovrebbe consentire anche a noi di poter continuare alcuni lavori all’aperto senza preoccuparci dei gialli.

La voglia di scrivere mi era passata a metà del post ma volevo concludere per dire che pero ora sto bene e continuo ad essere vivo. Domani non lo so. Si avvicina una stagione difficile e minacce peggiori dei razziatori incombono all’orizzonte. Prima o poi la marea di follia che sembra avvolgere l’intera Europa raggiungerà anche noi e non so se resteremo a galla. ma per oggi siamo vivi.

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